
Dentro VOL’O: la storia di un logo che supera i confini
Tutto comincia da un’impronta
La prima cosa che si nota nel logo è la O, trasformata in un’impronta digitale.
L’impronta rappresenta l’unicità.
Non ne esistono due perfettamente uguali, così come non credo esistano due persone capaci di vivere lo stesso viaggio nello stesso modo.
Possiamo visitare la medesima destinazione, percorrere le stesse strade e osservare gli stessi paesaggi. Eppure torneremo a casa con ricordi, emozioni e punti di vista differenti.
Ognuno parte portando con sé desideri, esigenze, curiosità, paure e aspettative personali.
È proprio da lì che, secondo me, dovrebbe iniziare ogni viaggio.
Non da un itinerario standard da adattare, ma dalla persona che dovrà viverlo.
Un’impronta che non rimane dentro la O
C’è un dettaglio ancora più importante: l’impronta non rimane chiusa all’interno della lettera.
La linea supera il confine della O e continua il proprio percorso.
È qui che entra davvero in gioco l’“oltre”.
Per me andare oltre l’ovvio non significa necessariamente scegliere la destinazione più remota, organizzare il viaggio più estremo o raggiungere un luogo sconosciuto a chiunque altro.
Significa andare oltre gli itinerari più prevedibili, le rotte seguite automaticamente e le soluzioni uguali per tutti.
Significa provare ad avvicinarsi alla cultura di un luogo, alle sue abitudini e alle persone che lo vivono.
Ma significa anche non mettere un limite a un’idea prima ancora di aver cercato un modo per realizzarla.
Non tutto sarà sempre possibile. Tra “non si può fare” e “vediamo cosa possiamo fare”, però, ho sempre preferito la seconda possibilità.
Quella linea che esce dalla O rappresenta proprio questo: la volontà di guardare oltre il confine già tracciato.
Perché una manta?
La linea continua e arriva fino a una manta.
Avrei potuto scegliere un aereo, probabilmente il simbolo più immediato quando si parla di viaggi e partenze. Ma desideravo qualcosa che mi rappresentasse maggiormente.
La manta mi ha sempre affascinata per il modo in cui si muove.
È libera, fluida e leggera. Scivola nell’acqua con un movimento che ricorda quasi un volo.
Viene associata alla libertà, all’indipendenza, alla capacità di adattarsi e di seguire il proprio percorso.
Sono significati che raccontano molto del mio modo di vivere il viaggio e di ciò che vorrei trasmettere attraverso questo progetto.
Viaggiare non significa soltanto raggiungere una destinazione. Significa concedersi la libertà di cambiare prospettiva, seguire la propria curiosità e scegliere una strada diversa da quella già percorsa da tutti.
Il significato del nome VOL’O
Anche il nome racchiude più di ciò che sembra.
VOL’O richiama immediatamente il volo, la partenza e il movimento verso qualcosa di nuovo.
Ma quell’apostrofo non è soltanto una scelta grafica.
Dentro VOL’O è racchiuso il nome completo del progetto: Viaggi Oltre l’Ovvio.
È un modo per mantenere visibile l’idea da cui tutto è cominciato e, allo stesso tempo, trasformarla in un nome più breve, personale e riconoscibile.
Un nome che parla di viaggio senza bisogno di descriverlo e che invita già, attraverso quell’“oltre”, a cambiare punto di vista.
Un logo che compie il suo viaggio
Alla fine, anche il logo segue un percorso.
Parte da un’impronta, perché ogni viaggio dovrebbe nascere dall’unicità della persona.
Supera il confine della O, perché andare oltre significa non fermarsi alla prima soluzione o alla strada più scontata.
E continua verso una manta, simbolo della libertà di seguire il proprio ritmo e la propria direzione.
È un viaggio racchiuso in una linea.
Un po’ come piace viaggiare a me.
